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L'ironia e la forte carica espressiva di Claude Cloutier

sleeping beauty claude

Charlie Chaplin, Monty Python e Woody Allen: ecco le fonti d’ispirazione di uno migliori animatori canadesi in circolazione, Claude Cloutier. Dopo essersi laureato in arti pittoriche all’Università del Québec a Montréal nel 1979, il disegnatore ha avuto la fortuna di unirsi al team del National Film Board of Canada, dove ha realizzato nell’86 il suo primo cortometraggio, The Persistent Peddler, ispirato alla sua striscia comica La Légende des Jean-Guy. Seguendo le linee guida dell’ NFB, Claude ha concentrato i suoi lavori su tematiche scientifiche, sociali e storiche. Ironiche e disegnate con uno stile unico sviluppato grazie alla sua passione viscerale per i fumetti, le sue opere riescono a far divertire e riflettere lo spettatore senza dover ricorrere all’ausilio della voce.

Persistent Peddler ,The by Claude Cloutier, National Film Board of Canada

I suoi primi lavori conservano le stesse caratteristiche che lo renderanno poi famoso e apprezzato grazie a Sleeping Betty. Ne è un esempio Overdose, un cortometraggio di circa 5 minuti inserito nel ciclo chiamato The Rights From The Heart. Il filmato è ispirato al 12esimo e al 31esimo articolo della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, che affermano la necessità dei ragazzi di divertirsi e riposare. Cloutier invita a farci riflettere su questo tema senza ricorrere alla retorica, ma mostrandoci la frenetica vita di un bambino, scandita in maniera rigida tra scuola, lezioni di pianoforte, compiti e altre attività, senza aver neanche il tempo per essere se stesso: un bambino di dieci anni.

Overdose by Claude Cloutier, National Film Board of Canada

Insieme a Martin Berry e Sylvain Charbonneau, partecipa all’innovativo progetto Science Please. Prodotto sempre dall’NFB, l’opera contiene una serie di mini cortometraggi che, utilizzando animazioni, una voce narrante e immagini di repertorio, spiegano in maniera ironica diverse scoperte scientifiche con lo scopo di renderle interessanti e far incuriosire i bambini. Tra il 1999 e il 2000 Claude realizza per il progetto cinque cortometraggi: Wheel Meets Friction, The Wonderful World of Colour, Slippery Ice!, The Force of Water e Internal Combustion Engine.

Una delle opere a carattere scientifico più interessanti di Cloutier è sicuramente From The Big Bang To Tuesday Morning, che spiega la storia dell’umanità dal punto di vista biologico, ripercorrendo gli stadi che ci hanno portato alla vita di tutti i giorni. L’opera, senza rinunciare al solito umorismo che contraddistingue l’autore, si distacca molto dalle animazioni realizzate per Science Please: cambiando il destinatario del filmato, i disegni diventano più maturi, perdono quel carattere tipico dei fumetti per bambini, e la voce narrate viene eliminata, lasciando alle immagini il compito di trasmettere il messaggio.

Il vero salto di qualità di Cloutier avviene con Sleeping Betty. Originale e divertente, il cortometraggio ha vinto numerosi premi in molti festival mondiali, rivisitando il mito della principessa addormentata che deve essere svegliata. Tra riferimenti alla Monna Lisa e al cubismo, il filmato ci mostra i tentativi di un re disperato di far aprire gli occhi alla figlia, chiedendo aiuto a streghe e personaggi mitici in attesa dell’arrivo del ritardatario principe. La storia procede ribaltando la nostra concezione della celebre fiaba di Perrault, con situazione al limite dell’assurdo che traggono forza dell’espressioni facciali dei personaggi, realizzati a mano con grande attenzione.

L’ultima fatica di Cloutier è invece The Trenches. Realizzato a mano con l’inchiostro, con una tecnica molto simile a quella calligrafica giapponese, l’opera è sicuramente il prodotto di maggior spessore dell’artista, sia per l’importanza dei contenuti, che per la loro l’incredibile resa, che riesce a colpire nel profondo chiunque guardi il filmato. “Ci sono due modi per lavorare la terra” dice l’autore che, dopo averci mostrato dei contadini all’opera, ci immerge brutalmente nel mezzo della guerra. The Trenches racconta infatti un attacco di soldati canadesi durante la Prima Guerra Mondiale. Sfruttando la tecnica del rotoscoping, che permette di creare animazioni in cui le figure umane risultino realistiche, Claude gioca con pennelli e inchiostro per comunicare mille emozioni contrastanti, portando in vita immagini di repertorio già viste, ma reinterpretate. Proprio l’uso del rotoscoping è un segno della maturità dell’animatore, che in passato disdegnava questa tecnica. “Ho cominciato ad innamorarmi del rotoscoping perché è rapido ma allo stesso tempo di permette di lasciar andare la tua immaginazione poiché, dal momento che non sei più concentrato sull’animazione, sul creare movimenti che possano essere realistici, puoi focalizzarti sull’interpretazione stilistica dell’immagine” ha rivelato l’artista che ha mostrato la stessa attenzione anche nella resa sonora del film. Come per le immagini, anche per l’audio Cloutier è riuscito a combinare da un lato l’esigenza di conferire realismo all’opera, dall’altra il bisogno di dar spazio alla libera espressione.

La capacità dell’artista di modernizzarsi, senza perdere allo stesso tempo le pregiate caratteristiche che rendono le sue opere immediatamente riconoscibili, la sua meticolosità e la sottile ironia su cui base i suoi lavori sono alcune della qualità che inseriscono a pieno diritto Cloutier tra i migliori animatori del momento.

Serena Betti

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